5 anni in Svizzera: primo livello sbloccato! E ora?

Ciao a tutti e bentornati nel blog!

Come si capisce dal titolo oggi è una giornata un po’ particolare…niente per cui festeggiare ma piuttosto un’altra occasione per riflettere, tirare le somme e per leggere un libro “a tema”.

Esattamente 5 anni fa, l’11 febbraio 2016, mi sono decisa a lasciare tutto e raggiungere il mio fidanzato in Svizzera, a Zurigo. Lui abitava già lì da due anni e credo sia stato proprio quel periodo fatto di treni, appuntamenti a Milano una volta al mese, weekend passati in giro o negli alberghi, a darmi la forza e l’entusiasmo per iniziare questa nuova avventura.

Dove ho passato questi 5 anni???

Beh me lo chiedo anch’io…Date ascolto a chi vi dice che una volta compiuti 25 anni il tempo vola e in un attimo si arriva ai 40!

Sono stati anni dedicati al lavoro, fulcro della stakanovista società svizzera, alla crescita personale e al consolidamento del rapporto con il mio fidanzato. Il lavoro che ho mi piace molto, posso dire di fare quello per cui ho studiato e a oggi è sicuramente un privilegio che molti miei coetanei non hanno. Però è anche vero che non si vive di solo lavoro e tutto il resto, quello che rende viva una persona, qui a me manca. Non sono riuscita a integrarmi, a farmi degli amici, a sentirmi “a casa”. Mi sento spesso fuori luogo e insicura al di fuori dell’ambiente lavorativo, la mia comfort zone.

“È come se avessi disimparato come si sta con gli altri. Invece di fermarmi ad assistere una persona che sta male, non faccio che chiedermi quanto pagano di affitto i miei conoscenti, o che lavori fanno per restare qui, in un’ostinata resistenza che mi ottenebra e mi sta trasformando in una creatura diversa, di cui non sopporto la voce, il modo di gesticolare o di vestire.”

La straniera – Claudia Durastanti

Descrivendo sé stessa, Claudia Durastanti ha descritto anche me e il mio cambiamento. La Svizzera mi ha resa più dura, introversa, incapace di aprirmi e di farmi conoscere dalle persone. La pandemia ha poi acutizzato questo cambiamento, mi ha isolato e chiuso in me stessa ancora di più. Mi sento di nuovo Me, viva e a colori, in vacanza e nei periodi in cui torno a casa in Toscana. Vivere lontano dalla famiglia mi ha reso indipendente e più forte – non c’è la mamma che fa una chiamata scomoda o il babbo che va alla posta a risolvere un problema con le bollette – ma mi ha tolto anche tanto e, non mi riferisco solo ai bei momenti familiari persi perché la tecnologia è venuta più volte in mio soccorso rendendomi partecipe e facendomi sentire vicina ai miei cari, ma a qualcosa di più profondo, come se avessi perso un po’ di umanità.

I libri mi hanno aiutata tanto in questi anni, mi hanno fatto compagnia e mi hanno permesso di superare momenti tristi e difficili. La mia passione per la lettura si è riaccesa proprio da quando vivo all’estero, uno degli aspetti positivi di questa scelta! Per questo motivo e, proprio in questa occasione, ho deciso di leggere un autore svizzero molto apprezzato in patria: Friederich Dürrenmatt. Ho scelto La Promessa, un breve giallo pubblicato nel 1958 arrangiando la sceneggiatura del film Il mostro di Mägendorf curata dallo stesso Dürrenmatt. Il racconto è ambientato a Zurigo ed è stato molto divertente scoprire i luoghi citati nel libro.

A Mägendorf, nei pressi di Zurigo, viene ritrovato il corpo di un bambina. La polizia cantonale, avvertita da un venditore ambulante, arriva sul posto guidata dal geniale commissario Matthäi. Le indagini vengono affidate ad un altro agente che, in ventiquattr’ore, sembra risolvere il caso. Per tutti quindi il caso è chiuso ma non per Matthäi che prosegue le indagini in forma privata inscenando una macchinosa trappola in cui attirare l’assassino, rinominato il “gigante dei porcospini”. Come un buon pescatore, Matthäi attende con calma che il suo uomo abbocchi all’amo. Il suo intuito e il suo genio investigativo sembrano dare i frutti sperati ma… affidare questo arduo compito al Caso sarà un errore fatale!

Scritto come un lungo racconto ricordato dall’allora commissario capo della polizia di Zurigo, La promessa è un breve giallo che vola via in poche ore: la scrittura chiara e concisa, i capitoli brevi che si alternano veloci uno dopo l’altro, il ritmo incalzante dei grandi gialli e un finale a sorpresa rendono la lettura davvero piacevole! Consigliato alla grande!

Ma adesso, passati i primi 5 anni, cosa succederà?

Beh niente di che…A luglio riceverò un secondo permesso di soggiorno, questa volta illimitato e non vincolato a condizioni. Nella carta dovrei essere più tutelata e considerata come una cittadina svizzera, ad eccezione del diritto di voto e di eleggibilità. In realtà, dopo lo sblocco di questo primo livello, l’unico ingrato premio sarà dover compilare l’infinita documentazione per la denuncia dei redditi! Sempre molto simpatici questi svizzeri! 😉

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